Addio alle primavere di una volta

Addio alle primavere di una volta Secondo gli scienziati tempo e clima stanno cambiando Addio alle primavere di una volta I climatologi sono concordi nel ritenere che dopo gli Anni 50 sia iniziata un'era fredda tuttora in corso Già sul finire di febbraio si palesò nella circolazione atmosferica l'inizio di una decade con caratteristiche decisamente primaverili. Non ci lasciammo sfuggire l'occasione per annunciare ai lettori la bella notizia; nello slesso tempo però avanzammo le nostre riserve, certi che le irruzioni fredde dal NordAtlantico e dall'Europa continentale si sarebbero immancabilmente ripresentate, le prime colme di nuvole e di pioggia, le seconde cariche di gelidi venti, di pungenti tramontane che avrebbero messo a repentaglio la vite, il mandorlo, l'olivo già in fiore in tante regioni d'Italia. Che tutto questo si sia verificato non rientra in certe nostre capacità divinatorie che proprio non possediamo, tutt'altro. L'uomo di mezza età che vive nel ricordo di una fanciullezza e di una giovinezza trascorsa fra soleggiate primavere, ignora che i climatologi hanno già classificato gli anni compresi tra il i SUO e il 1950 come i più caldi dopo la piccola Era Interglaciale dei quattro secoli precedenti. Gli stessi studiosi sono dell'avviso che dopo gli Anni Cinquanta sia iniziata una nuova era fredda, tuttora in corso. Nel periodo caldo gli sbalzi che la capricciosa primavera si portava dietro non erano così avvertiti, sia sul piano psicologico sia sui riflessi alle colture. Anche l'abbigliamento era diverso e il cotone imperava, specialmente negli indumenti femminili e le sete a Pasqua facevano la loro prima apparizione. Oggi le cose stanno come si vede su un piano diverso: i nostri agricoltori, anche quelli del Sud, indossano ancora ih primavera indumenti di lana e le signore in città fanno sfoggio di comodi stivali, di mantelli e di leggiadre pellicce. Tempo e ìdima stanno cambiando, non c'è dubbio, e gli studi in corso mirano ad accertare e a distinguere i cambiamenti elimatici lentissimi, naturali, da quelli più rapidi procurati involontariamente dall'uomo sotto la spinta di un progresso tecnologico senza confronti nella storia dell'umanità. "Non è certo un caso che migliaia di scienziati di tutto il mondo stanno mettendo a pun¬ to un piano di ricerche scientifico sperimentali che faranno dell'anno 1979 l'anno dell'Esperimento Globale del Tempo. Ci è sembrato doveroso accennare a questo esperimento che è stato il tema dominante della celebrazione della XVIII Giornata Meteorologica Mondiale tenutasi a Ginevra il 23 marzo scorso e che in Italia troverà risonanza tra due giorni a cura dell'Istituto di Fisica dell'Atmosfera sotto il patrocinio del Consiglio Na-zionale delle Ricerche in Roma. Con l'Esperimento Globale del Tempo si vuole arrivare a capire perché il tempo cambia, ' attraverso quali processi avviene un cambiamento, quali possano essere i riflessi sulle variazioni del clima, come si possa arrivare a una previsione del tempo a media e a lunga scadenza che rimane in fondo il problema fondamentale dei me- a-1 teorologi e una delle più ambite a. I mete dell'uomo. le I Non ci mancherà l'occasione a | di entrare nei particolari di quea, |sl0 progetto di ricerca in avan- ' zata fase di attuazione col più grande spiegamento di moderni mezzi di indagine scientifica, ma per il momento, come di eosasa el ca il me- nenile uto se li. eon consueto, vi annunciamo in grandi linee quanto potrà manifestarsi nel giro dei prossimi giorni in fatto di vicende atmosferiche. La perturbazione che ancora ì ieri ha procurato tanto maltem' po sulle estreme regioni meriI dionali, sulla Sardegna e sulla ! Sicilia, va spostandosi verso Le| vante allentando la sua stretta. ! Nei prossimi giorni c'è da atten| dersi un lento ma graduale mi: glioramento con un ritorno alle belle giornate e alle temperature ! primaverili, a cominciare dal | Nord d'Italia. Andrea Baroni