«Ulisse sbarcò in Calabria»

«Ulisse sbarcò in Calabria» Tesi di uno studioso tedesco «Ulisse sbarcò in Calabria» «Vicino a Catanzaro vide Nausicaa» SQUILLACE (Catanzaro) —'.-Vlisse, l'eroe simbolo della curiosità, del coraggio e della furbizia, prima di raggiungere Itaca, dopo vent'anni di viaggio nel Mediterraneo, approdò in Calabria, a pochi chilometri da Catanzaro, e qui incontrò Nausicaa-. La tesi è sostenuta da uno studioso tedesco, il professor Armin Wolf, docente di storia nell'Università di Heidelberg, che in questi giorni è stato in Calabria per un ciclo di conferenze nell'ambito di manifestazioni dell'-Archeo Club». La teoria di Wolf è affascinante ed ardita, contrasta con quella sostenuta finora che localizzava l'incontro tra il re di Itaca e la figlia di Arete e Alcinoo, capo dei Feaci, sull'isola greca di Corfù. Nausicaa scopre Ulisse lungo le rive di un fiume, dove è andata con le ancelle per lavare i panni. L'ammirazione per la virile bellezza e la sapiente loquela dell'eroe, diventa in lei un ingenuo sentimento d'amore, che pudicamente trapela nelle sue .parole di commiato. Secondo lo studioso tedesco (che fa parte del «Max Planck Institut» di Francoforte ed ha al suo attivo cinque libri ed oltre cento altre pubblicazioni) Ulisse incontrò i Feaci — che poi gli fornirono una nave per rientrare ad Itaca — in quello che è oggi il Golfo di Squillace. Qui sarebbe esistita la mitica «Skylletion», una ricca città greca di cui molti storici parlano ma che ancora non è stata individuata con certezza Per Armin Wolf, Omero collocò le vicende della guerra di Troia e degli eroi che si batterono dentro e fuori le sue mura, intorno al XII secolo, avanti Cristo, cioè quattro secoli prima dell'epoca in cui il poeta visse. Per questo, secondo Wolf, rapportò le sue esigenze narrative alle conoscenze storiche prima («Iliade») e geogra¬ fiche poi («Odissea»). Per lo studioso tedesco, Omero identificava la terra dei Feaci — che chiamava «Skheria», in greco — nella Magna Grecia, quella vasta area che grosso modo si può identificare nel versante ionico della punta estrema della Penisola. E più in particolare la «Skheria» sarebbe stata proprio la provincia di Catanzaro. Quindi l'incontro tra Ulisse stremato dal mare e la dolce Nausicaa sarebbe avvenuto accanto alla greca Skylletion, Una tesi che Wolf sostiene, oltre che basandosi su analisi semantiche e filologiche del testo omerico e sulle conoscenze geografiche dell'epoca, su un altro preciso punto di riferimento: gli scavi che dà oltre venticinque anni, sia pure con lunghe interruzioni dovute all'esaurimento dei fondi, si stanno facendo alla Roccelletta di Borgia, a nemmeno cinque chilometri da Catanzaro Lido, in una vasta area (oltre 35 ettari) espropriata nel 1985 dal ministero dei Beni Culturali. Quell'esproprio ha consentito di razionalizzare gli interventi e le campagne di scavo, la prima delle quali risale al 1965 ad opera del professor Ermanno Arslan, direttore del Museo Numismatico di Milano. Alla Roccelletta gli scavi hanno consentito di riportare alla luce oltre ad una serie di imponenti opere murarie (cinte esterne, due stabilimenti termali, un teatro ed un anfiteatro) autentici gioielli dell'arte romana. Sotto Scolacium ci sarebbe la mitica Skylletion e forse la risposta agli interrogativi del professor Wolf, che ha concluso la conferenza.nella quale ha reso noto gli esiti della sua ricerca, con un invito appassionato alle autorità italiane perché stanzino i fondi necessari alla ripresa regolare degli scavi. d. min.

Persone citate: Armin Wolf, Ermanno Arslan, Heidelberg, Max Planck