Dopo le violente calunnie lanciate al club bianconero

Dopo le violente calunnie lanciate al club bianconero Dopo le violente calunnie lanciate al club bianconero Zeffirelli-Juve, e da querela Già nell'87 il regista era stato condannato TORINO • A distanza di qualche anno, Franco Zeffirelli ha nuovamente dichiarato guerra alla Juve: i suoi colpi hanno ferito i dirigenti bianconeri che ora si accingono a restituire la botta. E, se i propositi della prima ora verranno confermati dai fatti, la querelle finirà nuovamente in un'aula di giustizia. Le calunnie e le accuse che l'intellettuale toscano ha lanciato sono state particolarmente pesanti e la reazione del vertice bianconero non poteva non essere pronta. Un sintetico campionario delle affermazioni più gravi contenute nell'intervista rilasciata l'altro giorno risulterà per altro utile a inquadrare la gravità dell'episodio. «Alla Juve si è ricostituito il trio di vecchiacci AgnelH-Boniperti-Trapattoni e così siamo tornati ai vecchi tempi quando gli scudetti venivano assegnati prima del campionato», «/ cori contro Scirea non sono andati giù neanche a me ma su altri episodi invece sono d'accordo. Giustifico i tifosi della curva quando contano i morti dell'Heysel. La Juventus si è dovuta arrampicare su quei cadaveri per vincere una Coppa dei Campioni». Parole di gravità inaudita che hanno colpito un po' tutti se è vero che anche la «Firenze per bene» compresa la Fiorentina, della quale Zeffirelli era consigliere (in seguito alle polemiche di ieri si è dimesso pur precisando di non aver cambiato idea) si è dissociata dal regista. Naturalmente, la polemica è stata dura anche a Torino. Ieri sera allo stadio «Delle Alpi» dove si svolgeva la partita con l'Udinese, gli spettatori hanno reagito con una serie di cori prolungati e ingiuriosi nei confronti del regista ma stupore e disagio erano «palpabili» anche in tribuna d'onore. Se Boniperti ha preferito non comparire, l'avvocato Agnelli si è meravigliato del fatto che un uomo capace di concepire un film come «San Francesco» abbia trasceso in tal modo. Mentre Cesare Romiti ha commentato con sdegno «che le azioni giudiziarie si intraprendono per le cose serie», l'avvocato Chiusano non si è dilungato in perifrasi: «Gli abbiamo già dato una botta — ha ricordato — vuol dire che gliene infliggeremo un'altra». Maria Pia di Savoia con il sindaco Chiara l'allusione alla sentenza con la quale Franco Zeffirelli era stato condannato a pagare 41 milioni (ridotti successivamente a 30 con una sentenza della Corte d'appello) per oltraggi a Boniperti. Ma che cosa aveva detto il regista in quell'occasione? «Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi» e quindi «La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali». La condanna per altro non ha mai attenuato i furori anti-juventini di Zeffirelli che ancora recentemente — comparendo in diverse trasmissioni televisive — ha duramente attaccato Codiata» rivale. E l'altro giorno l'ultima choccante dimostrazione, per rifarci al telegrafico commento dell'Avvocato, di «come il calcio possa far perdere la testa». ) p(Alfonsetti a pag. 15) D regista Franco Zeffirelli, accusat