L'eroismo dei ferrovieri italiani rivelato da nuovi fulgidi episodi

L'eroismo dei ferrovieri italiani rivelato da nuovi fulgidi episodi L'eroismo dei ferrovieri italiani rivelato da nuovi fulgidi episodi Roma, 20 aprile. Si apprendono altri episodi che confermano la fede, lo spirito di sacrificio e lo sprezzo del pericolo dei nostri ferrovieri. AJl'ing. Mario Notari, ispettore di seconda classe, è stata concessa la medaglia di bronzo al valor militare sul campo con la seguente motivazione: « Durante l'azione dei treni armati della R. Marina sul fronte occidentale si prestava per il pilotaggio di un treno armato sul luogo del combattimento, al quaie assisteva per tutto il giorno. Realizzava mezzi di comunicazione con Ventimiglia, mettendo a disposizione del Comando del treno armato un autocarrello delle Ferrovie dello Stato. Nel pomeriggio, benché colpito da diverse schegge di granata si prodigava nell'assistenza dei feriti e metteva a disposizione del treno armato un primo, autocarrello indi un secondo, permettendo di effettuare l'immediato trasporto a Ventimiglia del primi feriti gravi, non essendovi subito altro mezzo sollecito di comunicazione nè di assistenza sanitaria ». Costa ligure, 22 giugno. 1940-XVm. Ai macchinisti di seconda classe Mario Nanetti, Carlo Vernerò, al conduttore capo Antonio Belgrano, agli aiuti macchinisti Pietro Gosio e Spartaco Sturlese, al verificatore Vittorio Pompili e al frenatore Oreste Martinengo è stata concessa la Croce di guerra al valor militare sul campo per il comportamento tenuto durante l'azione di un treno armato sul quale erano di servizio. Al capo manipolo della Milizia ferroviaria Augusto Rivetti ed al vice capo squadra Giuseppe Amprino è stato conferito un encomio solenne perchè « con spirito ardimentoso e noncuranti del pericolo cui si esponevano mentre l'artiglieria nemica sparava con grossi calibri sulla sottostazione elettrica di Bussoleno, si portavano rapidamente in una località dove una granata aveva prodotto un grosso incendio e si prodigavano con mezzi di fortuna nell'opera di spegnimento dell'Incendio stesso. All'aiuto macchinista Donato Sementina è stata concessa la medaglia di bronzo al valor militare per l'eroico .comportamento tenuto durante una violenta incursione aerea nemica, sottraendo alla distruzione numerosi carri carichi di esplosivo. Al macchinista di seconda classe Francesco Monteslano e all'aiuto macchinista Orazio Feti è stata concessa la medaglia di bronzo al valor civile per U coraggioso comportamento tenuto e l'alto senso del dovere dimostrato il 4 novembre 1941-XX mentre conducevano un treno attaccato dagli aerei nemici. Il verificatore Antonio Partei, in un grave incidente occorso a una tradotta militare, con pronta azione e alto senso del dovere apriva le valvole del vapore della locomotiva rovesciata evitandone lo scoppio, e ciò mentre il fuochista era impigliato tra i rottami e il macchinista stordito dalla caduta. . L'alunno d'ordine Evelino Caroli, in servizio come capostazione in zona occupata è stato citato all'ordine del giorno dal comando della seconda Armata per avere dimostrato in occasione di un grave incidente toccaito a un convoglio che volontariamente egli scortava e che gli causò ustioni gravissime, mirabile forza d'animo sopportando con fermezza li dolore delle ustioni stesse e attendendo con calma e serenità l'arrivo dei soccorsi. Il macchinista Natale Poggi e l'aiuto macchinista Orazio Scalla in occasione del mitragliamento di un treno carico di esplosivi provvedevano a ricoverare prontamente il convoglio in una galleria evitando in tal modo gravi possibili danni. Il cantoniere sussidiario Carmelo Micali incaricato di vigilare un tratto di linea di una importante galleria su cui doveva transitare uno speciale convoglio, con alto senso del dovere rimaneva fermo al suo posto decedendo per asfissia pure avendo la possibilità di porsi tempestivamente in salvo. . Il manovratore Angelo Canoni prestava ininterrotto servizio alle manovre durante un'incursione nemica, non allontanandosi neppure all'apprendere la notizia della morte del figlio. Il segretario tecnico capo del reparto lavori di Cagliari, dott. Guido Fadda, organizzava e dirigeva subito dopo la prima incursione nemica su quella città i lavori di sgombero delle macerie. Rimaneva sul posto lungo tempo sinché una nuova incursione lo colpiva a morte. Il macchinista Ciro Conforti e l'aiuto macchinista Guido Tagliaf erri giunti dopo un servizio di oltre 18 ore in una stazione esposta ad azione nemica di mitragliamento, si offrivano volontariamente di portare subito a destinazione altro treno di materiali infiammabili precedentemente colpito da offesa nemica e fermo in seguitò a grave ferimento del personale di macchina. L'operaio Salvatore Porru appartenente a una squadra di primo intervento prodigò la sua opera di giorno e di notte nei lavori di sgombero. In una . Ì^ to g. prestazione di menti e di £^2?^SCSSSÌy5^SSfe to faccia identificandosi nella morte sepolto dalle macerie. - , , m'j„ „.•.„• j- D • Il capostazione di prima «f-T dfl ™ondo ?w»?c- Po«classe Paolo Landogna, il ca- che la storta non e che sompostazione di terza classe Vin- ! ma dt lavoro, come somma cenzo Belleri, il macchinista di di lavoro, niente altro che

Luoghi citati: Bussoleno, Cagliari, Roma, Ventimiglia