Il «matto» Trenet ritorna divo
Grande successo dello chansonnier alla serata finale del festival Tenco Grande successo dello chansonnier alla serata finale del festival Tenco Il «matto» Trenet ritorna divo Ha disertato la conferenza stampa e le prove, ma ha conquistato i giovani. Accolto da Baccini ha cantato tutti i suoi classici, da «Douce France» a «La mer». Una classe intramontabile SANREMO. Erano le 21,52 di ieri quando, finalmente, Charles Trenet è apparso in palcoscenico. Ospite d'onore, indiscusso, della serata conclusiva della Rassegna della Canzone d'Autore. Un sospiro di sollievo perchè questo arzillo chansonnier di 78 anni ha fatto impazzire un pò tutti alla vigilia. Tenco o non Tenco ha fatto il divo come ai vecchi tempi: ha disertato la programmata conferenza stampa delle 12, le prove del pomeriggio, la seconda conferenza stampa delle 19. Sul palcoscenico di un teatro Ariston gremito come capita di rado, finalmente Trenet, il «matto che canta», ha tirato fuori il suo sorriso soprattutto quando Amilcare Rambaldi (158 anni e sei mesi in due) gli ha consegnato il «Premio Tenco 91» tra il pubblico che, in piedi, gli attribuiva un inatteso tripudio. «Ma chi è Trenet?», sussurrava qualcuno dei ragazzi nelle ultime file. Domanda non sacrilega perchè il suo periodo d'oro risale agli anni Cinquanta. Ma c'è da credere che Trenet, adesso, lo conosceranno anche i giovanissimi. Non fosse altro perchè ieri sera, più o meno a sorpresa, Francesco Baccini, entrato in scena nelle prime battute, ha cantato proprio una sua canzone: «Bum». Trenet ha fatto il resto. Giacca bianca, garofano rosso all'occhiello, cappello floscio e sorriso fisso a 360 gradi - Charles Trenet ha ricevuto il «Premio Ten un look che ha sfidato il tempo ha dimostrato, ancora una volta, che la classe non è acqua. Il passo non sarà più quello di una volta, ma la musicalità è sempre validissima. E il pubblico ha capito. Prima qualche applauso di maniera, poi sempre più sinceri, fino all'ovazione quando ha accennato a «Douce France». Trenet ha ricambiato con qualche bis e qualche vezzo da gran personaggio come il cambio di giacca (da bianca a blu: «Per La Mer è d'obbligo», ha detto) per cantare il suo pez¬ Un grande abbraccio con il pubblico. I capricci li ha riservati agli addetti ai lavori. L'ultimo di questi alla Rai-Tv, a cui ha concesso solo di riprenderlo durante «La Mer». Ma c'è il rischio, va detto, che non vedremo neppure quella. Le telecamere Rai, infatti, hanno rigorosamente registrato tutto, ma non hanno ancora ottenuto l'autorizzazione a trasmetterla perchè il patron Rambaldi si è rifiutato di firmare il contratto: «Mi vogliono dare 100 milioni per le riprese. Ne voglio almeno 200 come hanno pagato manifestazioni di livello ben inferiore alla nostra», dice il grande vecchio. Al solito i rapporti con Viale Mazzini sono difficili. Eppure il «Tenco» sembra uscito da quel clima «per pochi intimi» di un tempo. Per certi versi è sembrato il Festival di febbraio: teatro gremito, caccia al biglietto, discografici in numero abbondante. Era l'atmosfera di ieri. Con Rambaldi impegnato a difenderne lo spirito più autentico: «L'importante è proporre sempre buone canzoni. Il contorno conta poco». La serata di ieri, Trenet a parte, si è retta anche sul ricordo di Georges Brassens. Ha cominciato Nanni Svampa, ex dei Gufi, che ha dedicato al grande cantautore francese scomparso dieci anni fa, tre canzoni in apertura. Poi Baccini, quindi co '91 » zo più celebre. Pietra Monecorvmo in Bennato (è la moglie di Eugenio): le hanno consegnato la Targa Tenco per l'interpretazione nel suo album «Senorita». Tanti applausi perchè é brava, ma anche perchè Antonio Silva, il presentatore, ha ricordato che solo sette giorni fa è diventata mamma. Applausi anche a Samuele Bersani, esordiente, una scoperta di Lucio Dalla il cui stile ha richiamato soprattutto in «Bottiglie». Quindi, dopo Trenet, il gran finale. I Madrigalisti d'Oltre Tanaro, quindici langaroli doc spuntati sul palco da ogni angolo. Poi l'eterno Roberto Vecchioni che al «Tenco» non è mai mancato e, finalmente, Fabrizio De André. Lo aspettavano da diciassette anni. Riceve la Targa Tenco per l'album dell'anno «Nuvole», ne riceve una seconda in coppia con Mauro Pagani per la canzone dell'anno, «La domenica delle salme», canta alcuni vecchi cavalli di battaglia, offre il suo contributo a Brassens. Il «Tenco 91» ha chiuso così, quasi religiosamente, con il cantautore più storico fra i cantautori storici. Ma la festa, più o meno controllata sul palcoscenico, è continuata in modo «live» per tutta la notte nei ristoranti e negli alberghi. Solo Trenet ha disertato, ma a 78 anni gli è concesso. GENOVA Una serata per le donne Platea donna, questa sera alle ore 22 al «Nessundorma Cafè», in compagnia delle tastiere di Dario Grigatti. L'ingresso è riservato esclusivamente alle donne fino alle ore 24. GENOVA Bruno Monticone
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