La lezione? In casa davanti alla tv

La lezione? In casa davanti alla tv Aperte le iscrizioni per il diploma di Ingegneria informatica: costa due milioni l'anno La lezione? In casa davanti alla tv Al Politecnico il primo corso di teledidattica E' targato Politecnico di Torino il primo diploma «teledidattico» d'Italia. In corso Duca degli Abruzzi sono comparsi i manifesti con le modalità del nuovo corso che «si segue in tv». Niente lezioni seduti in classe: basta accendere il televisore di casa e seguire le spiegazioni via video. Un metodo futuristico che ha destato qualche dubbio anche all'interno dell'Ateneo. Si può sostituire la presenza del professore con la sua immagine trasmessa a distanza? Quanto, dell'insegnare, si perde attraverso le ondetv? Dopo mesi di studio, discussioni, «aggiustamenti di tiro», il Poh ha messo in piedi il nuovo diploma. Le iscrizioni si sono aperte il 20 dicembre, si chiudono il 20 gennaio. Poi, il via, il 25 dello stesso mese. Si è cominciato con un solo diploma, in «Ingegneria informatica e automatica». «In futuro però - spiega Michele Elia, collaboratore del rettore Zich al progetto allargheremo il numero». L'organizzazione. Si deve al Politecnico e al Consorzio Nettuno (che unisce università e aziende). Il corso è di 3 anni, come tutti i diplomi. Per il primo, il piano di studi prevede 8 insegnamenti, più uno propedeutico di matematica. Ci sono due periodi didattici (gennaio-aprile, aprile-luglio), seguiti dagli esami. Le lezioni. Sono via video, registrate in diverse università. Saranno trasmesse dal satellite Olimpus in tutta Italia, e lo studente, attraverso l'antenna parabolica, le potrà seguire da casa al mattino, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13. Raitre replicherà di notte il programma, per chi non avesse il satellite. «I professori - dice Elia - hanno registrato le lezioni in modi diversi: in normali ore di insegnamento, o davanti a un gruppo campione di studenti, o addirittura da soli: vedremo dai risultati qual è il metodo migliore». I poli. Le lezioni, in videocassetta, saranno disponibili in quattro «poh tecnologici»: al Politecnico di Torino, nelle Università di Parma e Napoli, e al Citanti dell'Università di Bologna. In questi centri si tengono gli esami, e ricercatori-«tuton> svolgono con gli allievi, alla fine di ogni periodo didattico, esercitazioni obbligatorie. «Non si può rinunciare totalmente al rapporto con il professore - spiega Elia e questi appuntamenti ci servono per tastare il polso al corso. Siamo pionieri». Iscrizioni. Il numero è chiuso: 400 studenti, 100 per ogni polo. Ci si iscrive a Torino, anche per posta. Il corso costa 2 milioni, quasi il doppio degli altri diplomi. Si aggiungono i supporti tecnici per la ricezione delle immagini, antennone parabolico, videoregistratore. «E' però un risparmio poter seguire da casa ricorda Elia - e quelle degli strumenti sono spese utili anche per il futuro». Il futuro. E' incerto, dice il docente. «Non sappiamo se avremo molti o pochi iscritti. Per non creare folla quest'anno abbiamo sospeso i trasferimenti da altri corsi. Il diploma teledidattico è una bella idea, ma ancora da sperimentare. Vedremo». Cristina Caccia Il dott. Michele Elia coordina con il rettore Rodolfo Zich le attività di teledidattica «Nel settore siamo i pionieri in Italia»