«M'immaginavo un ragazzo del rock» di Alain Elkann

«M'immaginavo un ragazzo del rock» Lo scrittore bolognese: poi si è aperta la strada dei libri grazie al film «Biade Runner» «M'immaginavo un ragazzo del rock» Brizzi: era il mio sogno da bambino ■ ' ■ :■ ■ ■ ' .;': :. :' : : " : ■'' :-. ' '■■ ■ .'■' ': ■ ■ [■■- ■ ■'- 1H1 * "i ft J si I 3 if Y$f>?if <8[ Sj mIIII E NRICO Brizzi, che ormai si è tagliato il pizzetto e porta i capelli corti, abita in periferia nella zona stadio, sotto i colli, a Bologna. Vive per conto suo in una casa moderna, molto disordinata, di 70 metri quadrati. Porta un paio di blue-jeans blu scuro, una camicia di velluto blu scura, grosse scarpe marroni, sta per partire per Praga. Cosa va a fare a Praga? «Una 48 ore di svago e soprattutto a vedere giocare il Bologna». Cosa vuol dire per lei svago? «Essere fuori da Bologna, dove invece dormo, scrivo e studio Scienze delle comunicazioni, un corso di laurea dentro la facoltà di Lettere». Lei è un bravo studente? «Ero molto bravo poi altri impegni mi hanno rallentato». Pensa che l'università le servirà a qualcosa nella vita. «Non credo che laurearsi avrà risultati concreti, salvo stappare le due bottiglie che mi hanno regalato i miei genitori quando ho compiuto 18 anni da aprire alla laurea». I ragazzi oggi hanno voglia di studiare? «Vedo gente motivata quando vede un risultato concreto, invece, quando uno è a metà università sa che dovrà specializzarsi e si vede ancora lontanissimo dal mondo del lavoro, rischia di abbattersi e perdere mordente». Come si è scoperto romanziere? «Mi sono scoperto scrivendo a 17 anni un libro di fantascienza influenzato dal film "Biade Runner". Ne ho spedite 40 copie ai vari editori, mi ha incoraggiato solo Transcuropa di Ancona che poi pubblicò per prima "Jack Frusciarne"». Voleva fin da piccolo fare lo scrittore? «No, sognavo di fare lo sceneggiatore di fumetti. Poi volevo diventare un musicista rock e poi si è aperta quest'altra strada». Adesso è al suo terzo libro, «I tre ragazzi immaginari». Continuerà a scrivere o ha altri progetti di vita? «Mali, ho un paio di progetti per altri due libri, uno di racconti c poi un altro romanzo». Lei guarda la televisione? «Ogni tanto la sera e penso che la qualità rispetto per esempio a quella francese sia in caduta libera. Pochi programmi mi interessano». Lei ha dei modelli, dei maestri? «Vorrei avere Heidegger. Due anni fa avevo Nietzsche». Insomma lei non è di sinistra. ((Anzi lo sono e voto Rifondazione comunista». Dunque era d'accordo con l'atteggiamento di Bertinotti? «No, affatto». Allora ora voterà Cossutta? «Sì certo». Ma non le sembra un po' anacronistico? «Ha il suo fascino iiloconduttore che arriva da lontano, non si vergogna e non si fa chiamare ex. Non ho apprezzato la svolta del Pds». Lei come li spende i suoi soldi? «Tutti per me, a parte qualche regalo. Comporo vestiti, libri, dischi, vado al cinema, ai concerti, partito, mangio a volte fuori. Ho anche comprato una casa». E le ragazze? «Stanno tutte bene». Ne ha una o più di una? «No, nessuna. La monogamia non mi ha portato bene, non ero pronto, mi annoiavo». Allora ha molte ragazze? «Insomma, capita di avere delle storie. A volte capita che imo s'innamori e pensi di essere sul punto di innamorarsi ma non posso dire di chi». Avere successo così giovane modifica i rapporti con i coetanei? «Credo che dipenda da quanto imo voglia farlo pesare. Io ho impiegato il successo per non chiedere soldi ai miei genitori ed essere indipendente. Ma sto bene con i coetanei leali o male con quelli stronzi. C'è poi chi e invidioso e parla male. Bologna è ima piccola città». Pensa che andrà a vivere altrove? «Porse passerei un ajmo o due a Parigi, mi interessa girare, ma non impiantarmi in un luo);o che non è il mio posto natale». Sente stretta l'Italia? «Per certe cose è limitata. 1 grandi complessi non arrivano sempre da noi, i dischi escono dopo rispetto all'Inghilterra e anche i film. Però per altri versi è sterminata. Fai un weekend a Firenze, imo a Roma e uno a Milano e sembrano tre Paesi diversi. Lo stile della gente ò diverso da città a città». E la noia le fa paura? «No». Cosa le fa paura? <(A ragion veduta le situazioni peri- colose. Essere rapiti, seviziati o inseguiti da un cane molto grosso». Cosa la diverte soprattutto? «Mi diverto parecchio con gli amici 0 con i libri. Mi piace uscire di notte e andare nei pub a chiacchierare più che a ballare. Mi piace anche spezzettare le mie vacanze». E come si sposta? ((A Bologna in Vespa, senza casco». Scrive con il computer? «Sì da sempre. Prendo solo appunti con la penna Bic su dei bloc-notes». E cosa c'è dentro di lei? Una speranza, un'ideologia. «C'è l'utopia. Che gli uomini si adoperino per cooperare e non per spararsi addosso. Desidero che gli italiani siano meno ignoranti perché in realtà sono molto sensibili e portati verso le arti. Quasi tutti gli italiani hanno una passione in atto 0 nei cassetto». Per il calcio 0 per il Lotto? «Spero non soltanto per questo». E come immagina il futuro? «Non mi aspetto evoluzioni celesti. Il futuro ce lo costruiremo noi con le nostre mani, bello 0 brutto». Alain Elkann «Mi piace passare le sere al pub fare vacanze brevi e spendere tutti per me i soldi che guadagno» Enrico Brizzi, 24 anni, bolognese, è al suo terzo libro. S'intitola «I tre ragazzi immaginari»

Persone citate: Bertinotti, Brizzi, Cossutta, Enrico Brizzi, Heidegger, Nietzsche