Rapina con ostaggio, in fuga con un Monet

Rapina con ostaggio, in fuga con un Monet I banditi hanno sequestrato il sovrintendente per farsi aprire dalla custode. Nelle loro mani anche un Sisley Rapina con ostaggio, in fuga con un Monet Colpo al museo di Nizza, rubate due tele miliardarie PARIGI NOSTRO SERVIZIO «Quali sono le sale degli impressionisti, dove sono esposti i quadri di Degas?». A fare questa domanda ad alcuni inservienti del Museo delle Belle Arti di Nizza, ieri mattina, non sono stati due turisti amanti dell'arte, ma due banditi dal volto coperto e le pistole in pugno. Indisturbati, dopo aver neutralizzato tutti i presenti nel museo -ancora chiuso al pubblico - i banditi si sono addentrati nei corridoi e nei saloni della villa ottocentesca ricca di opere d'arte, «optando» per un preziosissimo dipinto di Claude Monet «Scogliere vicino a Dieppe» - e un altrettanto celebre quadro di Alfred Sisley, «Strada dei Pioppi a Moret», due opere della fine del secolo scorso. Due opere che varrebbero miliardi se non fossero state già definite «invendibili» dagli esperti d'arte francesi. Erano le 7 del mattino, quando i due banditi si sono fatti aprire la porta di casa da Jean Forneris, sovrintendente del museo. Armi automatiche in pugno, lo hanno immobilizzato e preso in ostaggio, costringendolo a salire in automobile. Direzione, il museo, appena fuori dalla città della Costa Azzurra. Con sangue freddo ed eccezionale padronanza delle loro azioni, i due hanno costretto Forneris a farsi aprire dalla custode dalla villa dove sorge il museo, una costruzione del 1878 di stile neoclassico, acquistata dallo Stato francese nel 1925. La custode non ha esitato, dopo essersi sincerata che il volto che appariva sul video-citofono era proprio quello del sovrintendente Forneris, ad aprire il portone, pur se qualche dubbio sull'orario troppo anticipato del suo arrivo avrebbe dovuto metterla in allarme. Nel museo, a quell'ora, c'erano due impiegati e un agente, che evidentemente non erano in stato di allerta. Tanto che i due banditi hanno impiegato pochi minuti e nessuno sforzo particolare per legare e imbavagliare il quintetto, isolandolo a pianterreno e chiedendo anzi, quasi a beffarli, informazioni sulla dislocazione delle opere. Non c'era nessun allarme attivo nel museo, perché - ha spiegato Xavier Girard, direttore degli affari culturali di Nizza, il congegno viene attivato soltanto prima dell'ingresso del pubblico. Una circostanza, questa, che ha già destato più di un interrogativo e che è destinata a far discutere. Il ministro della Cultura, signora Catherine Trautmann, si è detta «molto preoccupata» per la recrudescenza di «nuove forme di banditismo» nella forma del furto di opere d'arte, più esprimendo tutta la sua solidarietà sia ai responsabili del museo sia a quelli del Comune cittadino. I due banditi si sono avventurati nella semioscurità, percorrendo le sale e i corridoi del museo con tutta calma e scegliendo le opere da portar via La loro attenzione è caduta sulle «Scogliere vicino a Dieppe», dipinto del 1897 di 65x87 em., e su «Strada dei pioppi di Moret» (Moret-sur-Loing, paese vicino a Parigi), di 65x81 em., dipinto nel 1890. Non c'è stato nemmeno bisogno di staccare le due tele dalle comici, il Monet e il Sisley sono stati portati via nella loro integralità, così come potevano essere ammirati nel museo delle belle arti, che delle opere impressioniste, o post-impressioniste, delle sculture di Rodin e di Carpeaux fa il proprio vanto. I due ladri se ne sono andati sparendo nel nulla, con il loro bottino di valore inestimabile, destinato forse a qualche collezionista. Il Sisley, peraltro, era stato già rubato nel 1978 dal museo di Marsiglia, al quale era stato concesso in prestito per la durata di una mostra dal Comune di Nizza. Qualche giorno dopo fu ritrovato nelle fogne marsigliesi. Entrambe le opere erano state recuperate nel dopoguerra - sulla loro proprietà era ancora viva una disputa - e concesse «in deposito» dallo Stato al Comune di Nizza. La loro notorietà è tale, assicurano gli esperti d'arte, che trattarli sul mercato internazionale è praticamente impensabile. Il ministro Trautmann, da parte sua, spera in un pronto ritrovamento. Desolati e sotto choc, il sovrintendente Forneris, la custode del museo e i tre addetti, sono riusciti a liberarsi e a dare l'allarme soltanto verso le 8 e 20, quando i ladri e le opere sottratte erano ormai lontani. Tullio Gianotti I COLPI PRECEDENTI ■ 20-5-88: un Cézanne, un VanGogh e un Jongkind sono rubati ad Amsterdam. Le tele sono recuperate alcuni giorni dopo. ■ 4-5-89: dieci dipinti, tra cui un Dali e un Matisse, vengono rubati in un museo a Rio De Janeiro. ■ 1-6-89: un quadro di Georges Braque viene trafugato al museo nazionale di arte moderna del centro Georges Pompidou. a Parigi. ■ 8-9-89: sei quadri, tra cui un Pìssarro e un Utrillo, sono rubati in un museo di Stoccolma. ■ 19-3-90: undici tele delia scuola olandese del XVII secolo e dell'impressionismo, tra cui dipinti di Rembrandt. Degas e Manet. vengono rubati in un museo di Boston. ■ 23-8-90: l«'Allegoria dell'età e della morte» del Tiepolo è trafugata dalle Gallerie dell'Accademia a Venezia. Sara restituita 20 giorni dopo per posta alla polizia. ■ 23-1-92: cinque tele di Velàsquez, El Greco. Correggio e del Guardi sono rubate nella Pinacoteca nazionale a Modena. ■ 3-5-98: -Le Chemin de Sevres» di Camille Corot e trafugato dal Louvre. ■ 20-5-98: alla Galleria d'Arte Moderna di Roma, vengono rubate opere di Cezanne e Van Gogh. ritrovate (con l'individuazione dei presunti autori del furto) il 6 luglio scorso. La parete del museo di Nizza dove erano esposti i due quadri rubati