II Brasile si risveglia dopo mesi di passione

II Brasile si risveglia dopo mesi di passione I modelli di un litro re del mercato II Brasile si risveglia dopo mesi di passione La politica fiscale del governo torna all'antico e il settore auto respira SAN PAOLO. Dopo un lungo felice periodo, il mercato dell'auto in Brasile è stato in costante calo nei primi sette mesi di quest'anno. Una situazione che ha preoccupato i costruttori e indotto il governo a ritornare sui propri passi. In effetti, questo voltafaccia nell'andamento del mercato era stato provocato proprio dal governo. Il 10 novembre scorso nel quadro di una difesa della moneta brasiliana, il real (ancorata al valore del dollaro come il peso argentino), le autorità avevano varato una mega-manovra fiscale. E l'auto era stata uno dei principali settori colpiti, con un aumento medio delle imposte del 5 per cento. Con tale azione il governo pensava di aumentare sostanzialmente i propri introiti, ma aveva fatto i conti senza l'oste. Infatti, alla fine del primo semestre di quest'anno, il gettito proveniente dal settore automobilistico è clamorosamente sceso dell' 11,5 per cento. Dopo numerose discussioni e aver rivoltato il problema da tutte le parti, il governo brasiliano si è deciso a compiere una netta marcia indietro. Il colpo di timone si è concretato nei primi giorni di questo mese di agosto. Naturalmente, il ritorno ai livelli di tassazione (peraltro già elevati) esistenti lo scorso anno non ha ancora fornito risultati di rilievo, dato che per smaltire le giacenze esistenti fabbricanti e concessionari avevano ridotto i loro utili. E quindi per i clienti i prezzi non sono per ora scesi in maniera rilevante. Però, l'Anfavea, l'associazione che corrisponde alla nostra Anfia, è ottimista e afferma che esistono fondate speranze di ripresa. Comunque, in Brasile si prevede di chiudere il 1998 con una produzione totale di 1.700.000 unità (auto e veicoli industriali) contro i 2.069.000 dell'anno scorso. Una perdita notevole che, se non sopravverranno nuovi incidenti di percorso, verrà recuperata soltanto nel 1999. I dati relativi ai primi sette mesi '98 confrontati allo stesso periodo del '97 mostrano una flessione del 20 per cento nelle vendite accompagnata da una riduzione del 16 per cento nella produzione, per cui le giacenze sono progressivamente aumentate. Al 30 giugno corrispondevano a 41 giorni lavorativi, un mese dopo erano giunte a 51 giorni mentre il normale sarebbero 20. Una certa compensazione viene dalle esportazioni che nello stesso periodo sono aumentate del 16 per cento, ma naturalmente i valori assoluti sono ben diversi. Si è passati da 211 mila a 245 mila unità. Per stimolare ulteriormente il mercato, un po' tutti i costruttori, sia quelli tradizionalmente presenti in Brasile (Fiat, Ford, GM e Volkswagen) sia quelli giunti in tempi recenti (tra cui colossi come Honda, Toyota e Renault), puntano su nuovi modelli prodotti localmente oppure importati. La Fiat, ad esempio, spazia dalla Siena 6 marce alla Marea Weekend mentre la Palio resta una delle bestseller insieme con la Volkswagen Gol. Padrone del mercato, in virtù di un minor carico fiscale (8 per cento contro il 25 per cento delle medie e il 30 per cento dei modelli di lusso) sono le auto con cilindrata fino a un litro. Ogni quattro vetture vendute in Brasile, ben tre appartengono a questa categoria dove la Fiat ha una posizione di spicco con la Palio, l'intramontabile Uno (la macchina con il prezzo migliore: circa 15 milioni di lire) e ora con la Siena 6 marce che monta il collaudato cambio della Punto. Avversarie dirette la Gol (che offre anche una versione a 16 valvole), la Corsa delia GM e la coppia Fiesta e Ka della Ford. In questo scenario c'è molta attesa per il Salone di San Paolo, in programma a ottobre. La rassegna - si spera - dovrebbe sancire il risveglio del mercato. Claudio Carsughi

Luoghi citati: Brasile, San Paolo