New York, debutto Pulivo mondiale

New York, debutto Pulivo mondiale Il 21 settembre, a margine dell'assemblea Onu, confronto tra Clinton, Prodi, Blair e lo svedese Persson New York, debutto Pulivo mondiale Perplessità nelPds per il mancato invito a Jospin ROMA. L'«Ulivo mondiale», 1'«Internazionale dell'Ulivo» o comunque la si voglia chiamare, potrebbe essere una realtà imminente, e il primo passo formale in questa direzione sarà il seminario organizzato dalla «New York University Law School» il prossimo 21 settembre. In quella circostanza, ad una giornata di studio che dovrebbe essere coordinata da Hillary Clinton (che farebbe così il suo ingresso diretto in politica), dovrebbero partecipare il presidente degli Stati Uniti, il premier britannico Tony Blair, quello italiano Romano Prodi e quello svedese Goran Persson. Non sarebbe stato invitato invece il primo ministro francese Jospin, mentre il tedesco Schroeder non potrà recarvisi perché impegnato nella campagna elettorale per il cancellierato. Il prestigioso quotidiano inglese «The Guardian» ieri dedicava ampio spazio a questa ipotesi e dava la cosa praticamente per fatta, nonostante il freddo «no comment» di Downing Street. In serata però c'è stata una conferma da parte del portavoce di Palazzo Chigi, Ricardo Franco Levi. L'idea è antica ed è stata oggetto di colloqui informali sia tra Blair e Clinton, in occasione del G7 di maggio a Birmingham, sia tra Clinton e Prodi quando quest'ultimo (sempre a maggio) si recò in visita negli Usa, sia - ancora e più recentemente - tra Prodi e Blair quando, all'inizio del mese, il premier britannico venne in Italia per le sue vacanze. Infine, Prodi e Veltroni hanno incontrato prima delle ferie il consigliere di Clinton Sidney Blumenthal. Prodi e Blair si incontrarono per una colazione a Sasso Marconi, vicino Bologna, e, all'uscita dal ristorante - tra battute e cordialità -, si intrattennero con i cronisti facendo riferimento anche a questa iniziativa di «coordinamento» internazionale della nuova sinistra moderata. Ne parlarono però in tono dimesso, non ufficiale, tant'è che i giornali valutarono questo progetto ambizioso come una questione più accademica che non all'ordine del giorno. A Sasso Marconi l'inviato della «Stampa» chiese a Blair di definire la filosofia di questo «coordinamento» internazionale, e il premier britannico rispose che «occorre avere una politica di ideali e di valori: giustizia sociale e opportunità individuali. Dobbiamo fare in modo che questi valori tradizionali trovino una applicazione diversa nel mondo di oggi. Prodi diceva che l'economia è diventata globale e quindi dobbiamo pensare in scala globale, e questo vale anche per la politica». Quando però si chiese dei tempi, la risposta fu evasiva. Si pensò allo- ra - appena quindici giorni fa - che l'occasione per tornare sul tema si sarebbe data in occasione del vertice bilaterale italo-britannico che si dovrà tenere nell'Irlanda del Nord a novembre, ma la storia - pare di capire - ha fretta. «Ulivo mondiale» è - ovviamente - una definizione tutta italiana della «Cosa» di Blair e Clinton che - più internazionalmente - viene definita una ((terza via», cioè un agglomerato mondiale di forze politiche della sinistra moderata che cercano - per l'appunto - una ((terza via» tra il liberalismo tradizionale e una espe- rienza «datata» come quella dell'Internazionale socialista. Secondo le aspettative di Blair, riferite dal «Guardian», la ((terza via» consentirebbe anche di sbloccare l'isolazionismo storico del partito democratico americano e determinerebbe il suo coinvolgimento attivo nella politica europea. In Italia la «svolta del 21 settembre» non ha suscitato soverchi entusiasmi. Giorgio Mele, dei Ds, è perplesso proprio perché Jospin non è stato invitato: «H fatto è commenta il senatore - che se dovessi schierarmi nella sinistra euro- pea, io starei proprio con Jospin. Il suo non coinvolgimento significa pensare di andare oltre la sinistra, non comprendendo che la sinistra, in Europa almeno, ha ancora un grande ruolo». Se il vicesegretario del Ppi Enrico Letta è sembrato assai diplomatico - «sarà l'occasione per un utile scambio di riflessioni» -, freddino è apparso il capogruppo popolare al Parlamento europeo, Giampaolo D'Andrea: «Blair pensi ad essere più europeista prima di rincorrere chimere internazionali», ha detto in buona sostanza. Quanto all'iniziati- va specifica, D'Andrea la considera utile solo «se saprà essere funzionale a un più diretto coinvolgimento dèlie forze politiche americane nello scenario mondiale, sottraendole così alla lunga tradizione all'isolamento finora manifestato. Può avere effetti in Europa - ha proseguito se rafforza le tendenze filoeuropeiste del partito socialista europeo. Tendenza che non può essere quella rappresentata dalle dure prese di posizione antieuropeiste espresse dal ministro degli Esteri di Blair». RaffaeSlo Masci ROMANO PRODI Da Palazzo Chigi si ricorda che è un'idea antica nata da colloqui informali con il premier inglese e la Casa Bianca e ripresa anche in occasione del G7 di maggio a Birmingham BILL CLINTON Per il presidente degli Stati Uniti la nuova «Cosa» potrebbe essere una via d'uscita dal liberalismo tradizionale e da una esperienza «datata» come quella dell'Internazionale socialista TONY BLAIR Downing Street sostiene che questa «terza via» consentirebbe anche di sbloccare l'isolazionismo storico del partito democratico Usa «coinvolgendolo nella politica europea» Il premier Romano Prodi II presidente Biil Clinton li premier Tony Blair