Un Moscato per tutte le feste di Paolo Massobrio

Un Moscato per tutte le feste CANTINA Un Moscato per tutte le feste Paolo Massobrio Romano Dogliotti di Castiun (Castiglione lineila) ha costruito una cantina modello in mezzo ai vigneti delle Langhe e per inaugurarla ha tirato fuori il sogno della sua vita: Redento, un passito di moscato vellutato da bere ad occhi chiusi. Già, Redento era il padre, padre suo e padre del moscato tappo raso, che è quel vino immancabile, a fine festa, sulla tavola di ogni piemontese. Era il primo vino che facevano assaggiare a noi bambini e quei profumi di glicine, di arancio oppure di mela cotta, dicono di un territorio. Beveva Moscato Fenoglio, aveva il Moscato nelle viscere Pavese, per cui la vigna era un «miele dell'anima». E di miele sa il Moscato che la signora Gatti produce nella collina di Moncucco di Santo Stefano Belbo, dove il marito Piero lo interpretava in maniera tutt'altro che frivola efrizzantina. Già, a Canelli, lo stoico Ignazio Giovine dell'Armangia è persino convinto che il suo Moscato Giai sia buono anche un anno dopo, mentre Sandro Boido che ha un agriturismo in località Valdivilla, ha visto il suo Moscato Lumine che ricorda il muschio (moscato non deriva da muschiato?) premiato in Francia. Ma il Moscato è anche grasso, come quello che Piercarlo Anfossofa a Coazzolo oppure di un'eleganza tutta sua come la tipologia di Strevi, nell'Alessandrino, interpretata da Marenco con il cru Scrapona. Altri Moscato? Ma sono 52 i paesi che lo producono (attenzione: il 2003 ha stoffa) e Calosso, è tra i preferiti, con Piero Bussi o Giuseppe Bussi della Badia (o della setosità), il superbo Volo di Farfalle di Scagliola o il passito Come una volta di Valente. E l'Asti? Il Moscato a Natale, l'Asti a Capodanno, insomma. Siamo piemontesi. I PREZZI MEDI Una bottiglia di Moscato: 8 euro Una 1/2 bottiglia di passito di Moscato: 15 euro

Luoghi citati: Canelli, Coazzolo, Francia, Santo Stefano Belbo, Strevi, Valdivilla